Vicenza è il business
Al di là delle aspettative, al di là dell’affluenza (molto positiva), al di là delle (ex) veline e delle altre celebrities, al di là delle tipologie di prodotto maggiormente premiate, al di là dei necessari distinguo in un mercato seriamente selettivo. Al di là di tutto, il dato più rilevante emerso da VicenzaOro Choice è quello di una Fiera capace di esprimersi come catalizzatore di business. Secondo sua natura.
C’è voluto più o meno un anno, un anno dal crack di Lehman Brothers che battezzò i peggiori dodici mesi dell’economia. Insomma, dopo un anno una manifestazione fieristica orafa è tornata al segno più. VicenzaOro Choice ha infatti chiuso incrementando l’affluenza dei buyer del 28% rispetto all’edizione 2008. Dal 12 al 16 settembre hanno visitato la Fiera 9413 buyer italiani e 4257 stranieri, per un totale di 13670 presenze. “Siamo soddisfatti del risultato”, ha ovviamente commentato il direttore generale di Fiera di Vicenza, Domenico Girardi, il quale, tuttavia, non intende lasciarsi andare a facili e prematuri entusiasmi. Dopo mesi di inappetenza assoluta negli ordini è forse logico che si sia materializzata la necessità di rifornire lo stock alla vigilia del Natale. Il risveglio di VicenzaOro Choice può quindi essere annoverato tra i “germogli della ripresa” dell’economia, e “per avere conferma di questa tendenza bisognerà dunque aspettare VicenzaOro First, in programma dal 16 gennaio 2010”, sottolinea Girardi. Nel frattempo, Vicenza (non Las Vegas, Hong Kong, Basilea) incamera per prima il segno più e la maggioranza degli espositori ha chiuso l’esperienza molto al di là delle aspettative (che per la verità non erano chissà che). Però adesso si impone una riflessione flash: se a Vicenza c’è stato mercato, movimento e forse si è verificata la sospirata inversione di tendenza, “la Fiera ha rappresentato il punto focale, il momento in cui il settore si è ritrovato per fare affari”, sostiene Girardi. Il vecchio adagio secondo il quale “a Vicenza si vende” si è insomma inverato nuovamente: il capitale su cui investire per il futuro è questo ed è ingente.
