25 gennaio 2010

VicenzaOro First. Diario minimo capitolo 1

Immagine 1Visivamente, quei 18 mila operatori (5 mila in più rispetto al 2009) presenti a VicenzaOro First c’erano tutti. Dunque, una fiera positiva. Però più difficile capire alla fine qual è stata la “qualità” degli ordini e di conseguenza il “tenore” della manifestazione. Tuttavia, pare universalmente accettato che la tendenza più evidente in termini commerciali sia stato l’abbassamento del prezzo medio di acquisto conseguenza diretta del mercato consumer. E così, nella sua comunicazione ufficiale la Fiera di Vicenza non indulge in facili entusiasmi: “il sensibile aumento di presenze di operatori si può interpretare come un maggior interesse per il prodotto e conseguentemente per gli acquisti da parte dei clienti finali. Al momento non è possibile trasformare queste indicazioni positive in previsioni certe degli ordinativi, per i quali bisognerà raccogliere dati specifici puntuali provenienti da altre fonti”, si legge. Ma, all’occorrenza, ecco il diffuso sentimento di soddisfazione provenire dal salone T-Gold, quello dei macchinari: segno evidente di un ritorno agli investimenti tecnologici e di una certa fiducia verso le stagioni future. A proposito di futuro, occorre dire che VicenzaOro First ha tenuto a battesimo la nuova dirigenza della Fiera con in testa il presidente e amministratore Roberto Ditri (nella foto LaPresse, in primo piano durante l’inaugurazione) insediatosi ufficialmente il giorno prima dell’inizio della manifestazione, neofita del settore, ma “entusiasta per il nuovo incarico e convinto che con il risultato ottenuto, il consenso degli azionisti, e la collaborazione dello staff, si potranno affinare grandi progetti e proposte per consolidare il ruolo di leadership di Fiera di Vicenza nel panorama internazionale e realizzare il supporto alla filiera dell’oro”. Per il momento Ditri ha cercato consigli e suggerimenti da tutti, giornalisti, operatori, personale della Fiera: molti espositori se lo sono ritrovato nello stand, senza annunci preventivi e senza “scorte” di consiglieri: un bel segno di discontinuità rispetto agli anni e ai vertici del passato.

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