VicenzaOro First. Diario minimo capitolo 2
Frequentata ma ordini al di sotto delle aspettative: Rapaport News liquida in una frase VicenzaOro First. Dopo un 2009 horribilis nulla di mirabilis all’orizzonte, dunque. Però quel 36% di visitatori in più non è mica cosa da sottovalutare. Certo occorre distinguere, e molto. Diciamo, le aspettative non erano uguali per tutti e c’è chi le ha superate e chi no. Ma come abbiamo scritto nel precedente post, il sentimento generale della Fiera di gennaio resta inafferrabile. La tipologia più sottoposta a pressione è parsa essere la gioielleria, così come la superquotazione dell’oro (prevista nuovamente in salita) non ha certo favorito gli orafi, molti dei quali si sono sentiti chiedere dai buyer novità e pagamenti a sei mesi e oltre, praticamente sine die. Qui il magazzino non vuol più farlo nessuno e neppure la “banca”. Acclarato che l’acciaio è in declino, è adesso la plastica colorata ad essere il nuovo fenomeno modaiolo, ma il fermento vero si veste in argento, prezioso ma accessibile, classico o spregiudicato il giusto. A tal proposito si sono insediate due tendenze di pensiero antitetiche (ma non necessariamente inconciliabili): c’è chi predica cautela nelle proposte perché i consumatori di questi tempi vanno sul classico e c’è invece chi, vista la moda prossima ventura molto compunta e pulita, pensa che il gioiello debba avere quel pizzico di twist per emergere dal guardaroba. La sentenza è affidata ai consumatori.





